Recensioni - Sito personale di pittura di Anna Badagliacca

Anna Badagliacca
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Recensioni
Sensazioni e la pittura di Anna Badagliacca
  Vi è una esigenza “umana” ancora prima che “artistica” di sfuggire alla quotidianità, divorante ed usurante. Divorante perché la ripetizione, spesso anancastica, dei gesti e dei movimenti crea un solco ansiogeno dal quale chiunque vorrebbe fuggire.
Usurante perché la grigia quotidianità logora e sminuisce le nostre energie psichiche intellettive ed intellettuali. Allora, che fare? > continua
Arrigo Musti Consulente alle Arti,
Tramonto a Finale di Pollina
L’opera esprime un tramonto, ma inteso come luogo mistico, più prossimo alle abissali altezze, dove dimorano le divinità, gli arcani che quotidianamente, per prodigi che non siamo in  grado di spiegare, si reiterano, e pur tuttavia continuano a rimanere impressi nella nostra sfera emotiva. Essi sono il propellente interiore che trasforma la mera riproduzione figurativa in vero momento lirico.   Fiorella Friscia                       
Il linguaggio pittorico
Anna, percepisce attraverso il suo naturale istinto, realtà che appartengono ad una visione onirica delle cose che più di altre esaltano l’essenza e la sensibilità del proprio vissuto. Ciò determina una sorta di conflitto tra la volontà di vedere tutto attraverso la memoria e, la facoltà di dipingere attraverso l’immaginazione.
All’osservatore poco avvertito tutto questo può apparire forviante. In verità le tele di Badagliacca nell’assoluta impostazione squisitamente tonale, danno la misura esatta, della presenza di una pittura che riesce a valicare i confini fisici della superficie non soltanto, ma anche l’indicazione di una particolare padronanza dei propri mezzi espressivi. Il linguaggio pittorico denota tendenze che affondano le proprie radici della cultura romantica, conducendo anche nell’uso del gesto e del colore la dimensione emotiva dell’atto pittorico. Tuttavia, l’opera di Anna di particolare qualità, approda in un mondo sognato dove la contenuta identità contrasta – ineluttabilmente – con l’assetto di una realtà altra.  Prof. Ninni Sacco
La scuola di Scicli e la pittura di Anna Badagliacca
Si sa. Chi scrive d’arte è sempre fazioso, vuoi perché la conoscenza è limitata alla sfera scolastica e comunque a quella acquisita nel tempo, vuoi perché gli studi fatti successivamente riflettono una frequentazione limitata ad una sfera di conoscenze orientate a delle scelte molto precise e in qualche modo settoriale, continua
Francesco M. Scorsone    critico d'Arte   2008
Le forme cromatiche armoniose
Liricamente le forme  cromatiche svelano luoghi del mondo originario, a cui la nostra umanità tende. Ma ciò che struttura l’impianto prospettico, si sviluppa attraverso l’uso intelligente della luce, capace di velature surreali. La plasticità ricostruita si nutre di questa pittura  quasi automatica, che rifiuta facile oratoria obsoleta. Anna Badagliacca ci dona queste forme in cui la fuga dalla soggetivita dal mondo,  diviene espressione del grande sentimento della natura . Nella sua natura reinventata è possibile la realtà del sogno, ovvero il recupero del nostro esserci, divenuti molecole di questo  mistero che è l’universo.  F. Federico
Pulsioni interiori
La pittura di Anna Badagliacca è espressione di una necessità incessante di tradurre in immagini i propri stati d’animo. Tali immagini sono spesso indefinite, eteree, rarefatte, come se la luce le avvolgesse per dar loro una consistenza evanescente, quasi metafisica. Il groviglio di pulsioni interiori e di elementi  razionali si materializza nella tela attraverso un uso intenso del colore; così, sia nelle opere astratte, sia in quelle figurative lo spettatore ha l’impressione di essere avvolto dal fluttuare di effetti cromatici che donano all’animo ora inquietudine, ora pace interiore.
Prof.ssa Mattia Nicolosi
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